Il codice di Leicester (1505-1510) è uno dei quaderni di appunti composto da Leonardo da Vinci nel quale l'autore ha trascritto le sue osservazioni e i suoi studi, supportandoli con disegni. L'acqua è il tema centrale di questo codice che raccoglie anche una serie di osservazioni di Leonardo legate allo studio dell'astronomia, dell'atmosfera, della meteorologia, della geografia fisica, della geologia, della panteologia, delle scienze idrauliche e uno studio sulle canalizzazioni.
Il manoscritto fu rinvenuto a Roma nel 1690 dal pittore Giuseppe Grezzi in un vecchio baule. Grezzi tenne il manoscritto fino al 1717, quando un inglese, Thomas Coke, conte di Leicester, lo comprò. Il codice rimase nella sua casa fino a quando un uomo d'affari americano, Armand Hammer, lo comprò nel 1980 nominandolo Hammer code.
Nel 1994 Bill Gates, presidente della Microsoft, lo acquistò per 30 milioni di dollari, rinominandolo Leicester code.
Invecchiato in una tonalità di color seppia, il manoscritto è composto da 18 fogli scritti su ambo i lati, piegati in quartini che formano 72 pagine.
Da quando è stato acquistato da Gates il manoscritto è stato esposto nei musei di Venezia, Milano, Roma, Parigi, New York ed ora a Seattle. Dopo il suo giro, il codice farà ritorno al Gates Museum, dove una cripta opportunamente progettata e climatizzata lo ospiterà. Qui il codice, nell'oscurità completa trascorrerà la maggior parte del suo tempo; quando Gates desidererà vederlo lo farà solo per brevi periodi e in condizioni di luce regolata.
Perché grafia a ritroso?
Leonardo scriveva abitualmente con la sinistra, compilando la pagina dal margine destro. Usando lo specchio, la sua scrittura torna ad assumere il carattere per noi abituale. La sua grafia si modifica nel tempo, passando dalle forme eleganti e barocche degli anni giovanili, allo stile nitido e regolarmente spaziato degli anni maturi. Negli ultimi anni appare nervosa, stenografica e a volte sciatta.
Gli studiosi non pensano che Leonardo fosse mancino, per la sua facilità di scrivere a ritroso; si potrebbe supporre ad una consuetudine motivata anche dal desiderio di rendere più complicata la lettura ad altre persone e per rendere, quindi, il suo "quaderno di appunti" più riservato.
La riproduzione pubblicata dall'A.E.S. S.a.s. - Art Books, in tiratura limitata di 554 esemplari, è stampata a tre colori su carta 160 grammi per l'interno e su carta 200 grammi per la copertina. La scelta della carta, ovviamente di peso diverso da quello dell'originale ormai logorato dal tempo, si è resa necessaria per porre rimedio al problema delle trasparenze presenti su ogni singolo foglio. Una carta di grammatura leggera, più simile a quella dell'originale, avrebbe messo in luce la sovrapposizione delle trasparenze stampate con quelle reali, rendendo impossibile la già difficile intelligibilità del testo. Ogni pagina del codice è stata incisa a mano rispettando fedelmente le lacerazioni dell'originale. Questo tipo di approccio alla rifinitura ha reso ogni copia impercettibilmente diversa dall'altra e rendendola quindi unica.
|
|